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LA SOMMA

Il mirabile corpo che non ebbi

Il terribile verso che non scrissi

L'infinita congerie del fato

Che mi ha ridotto esule in una terra

Che non comprendo e non si fa comprendere

L'avere avuto troppo amore ma nessun amore

La convinzione di essere il figlio perduto di Dio

L'essermi interrogato su Gesù

Sino ad averne la mente annebbiata

La malattia inconcepibile, la virtù inconcepibile

Essere stato un bravo ragazzo

Avere avuto rispetto dell'uomo e timore di Dio

Aver compreso Lucifero

Aver letto i poeti

Essermi piegato sulla sofferenza

Per amore dell'uomo e nel nome di Dio

Non credendo ne' all'uomo ne' a Dio

Preferire il primo canto del Paradiso

Credere che Pound sia Don Chisciotte

E Borges il suo fedele scudiero

Essere stato un perfetto allievo dei Salesiani

Amare la Sicilia più di me stesso

Non amandomi per nulla

Essere San Domenico Savio ed il marchese De Sade

Vivendo entrambi con la medesima angoscia

Aver creduto di Avere una famiglia, non avendola

Avere questa sera mirato il mirabile corpo

Ed il mio disfatto dagli anni

Aver cercato l'impossibile

Queste cose racchiudono la vita che copio

Mentre traccio la linea della somma.

 

AMORI

T'amo' il Greco, penso

O l'Arabo infido

Salvatore di civiltà

O il biondo Normanno

Che eresse anime di pietra

O il Francese perfido

O l'Uomo di Madrid stretto dal cilicio

Io, per me ero il Miceneo

Che se ne sta sulla rocca del palco

A guardare il sole calarsi nel mar d'Africa

 

LETTERA A MARIO

Se ciò avvenne e' questo rammenta

ora che i giorni stridono e sul vetro

L'incrinatura si trasforma in spacco

Come gli uccelli che stormendo vanno

Per l'alto mare in ghirigori e posano

All'imbrunire sulla spiaggia tale

La mirabile opera imperfetta

S'acqueta al limitare della sera

Noi no! Ché l'anima ci sventra

Un urlo, l'impalpabile , il perfetto

Codice indecifrabile del fato

se ciò avvenne e' questo rammenta

E così noi mio Mario arditamente

Non possiamo sottrarci dal morire.

 

GIORNI DI SICILIA

In questi giorni che precedono la morte

In questi giorni in cui la morte ci si serve in tavola

Con arroganza e ignominia e ci ricopre

Di insulti e ci umilia

Quando non resta che la paura e il nascondersi

Per noi non c'e' che attesa e rassegnazione

Attesa e rassegnazione di qualcosa che non si spezza

Mentre noi stessi approntiamo le armi per ucciderci

Qua dove non esiste il diritto

Ne' lo stato

Perché e' stata distrutta la nazione

Gentilmente ci offriamo ai nostri carnefici

Gentilmente e quotidianamente in ogni gesto

Umili alla morte che ci insidia

Dignitosi nell'accettarla

Fermi nella follia che ci ha condotti a questo

Ora che non abbiamo più il grido ne' la denuncia

Ora quando tacere e' la nostra unica arma

Ma non c'e' scampo ed ogni scelta e' morte

Troppe cose dovrebbero essere dette e non saranno mai dette

Troppe parole non saranno formate ne' coordinate

La noiosa pioggia di marzo e' una lieve stilettata

Che ci rende sempre più tristi e rassegnati

Le strade vuote , la notte dei carabinieri

Si dorme nelle case , e ciascun dorma e' l'unica risposta

-dormi dormi bambino ché il domani e' vicino

Dormi dormi angelo bello questa e' la notte di satanello

Ma il ,domani arriverà e ti porta la felicità

Ma per noi c'e' la notte, notte dove non ci sono gatti

Non ci sono stelle, non c'e' cielo, siamo noi

Col nostro piccolo cuore palpitante

Che attendiamo chi non c'e' e non può arrivare

Noi che abbiamo pregato e non sappiamo pregare

Io che so che ci saranno veli neri e silenzi

Io che non capisco, io che non comprendo.

 

IL FIGLIO

Siamo il peccato inconfessabile di Dio

Siamo il suo unico atto di superbia

Noi siamo il Figlio

La necessità e l'imprudenza

Amore, se per picciola barca ci mettiamo

Non temiamo

Il sole sorge in ogni caso

Su noi o su chi dopo di noi

La vita

O vuoi o non vuoi

E' infinita

 

CUOR MIO

Il cuore e' un muscoletto flaccido

Chi mai potrà ridargli vigoria?

Sta lì fa il suo dovere, pulsa

a volte dice “perché” ma poi continua

a volte accelera di botto quasi volesse

Andare via fuggire!

Cuor mio perché non fai un sorriso

Perché non trovi un ritmo

Che ci dia allegria: Ah l'allegria

E' andata via, non c'e' mai stata

Ma le cose tristi non piacciono al mio cuore

Più e bello se un sorriso lo rallegra

Più canta se non teme

L'inganno

Il cuore mio e' un muscoletto flaccido

Ma in cuor suo sa che le stagioni

Tardano spesso sì ma un'estate

Anche se breve arriva, poi c'e' l'autunno

L'inverno ed e' ancora primavera

Ogni stagione e' bella, anche il dolore

Se passa.

 

LE NOTTI

I vecchi giocatori di una volta

La sera stessa che contratti i debiti

Sfiduciato l'amore, l'amante andata via,

si mesce l'aria al fumo nei polmoni

più fredda di così non potrebbe

l'aria la notte essere, c'e' forse un modo

d'andare via da questo in elegante

forma che non sia da altri usata

se la memoria o d'altra parte l'essere

per noi non ha significato alcuno

O qui o altrove o nello stesso posto

Dritto affondato al cuore lo stiletto

E poi la conoscenza o forse il nulla

E reintegrati in un ciclo produttivo

Che ad una notte come questa ci riporti

Dove parti di noi siano in lotta

O in armonia per un eterno gioco

O ancora il nulla per condanna dato

A chi alla conoscenza si rivolse

Annientando il dolore ed il desiderio

Gioco anche questo supremo azzardo

Che sovrasta le cose della vita

Poi passeranno i giorni e non sarà

Più questo cielo a coprire i tuoi pensieri

Altre città ti avranno ad altre notti

Invocherai la quiete dei tuoi passi

E saranno labirinti inesplorati e altri labirinti perché esistono

Tanti labirinti quanti sono gli uomini

E più labirinti ancora forse quanti

Sono le possibilità di un'esistenza

E so di un labirinto senza uscita

Dove fui posto e in cui ora mi siedo

Ora so tutto e non ricordo nulla

Non so cosa sia il tempo, ignoro il verso

Che richiama gli umani agli altri umani

E' ancora giorno poi notte altra aria fredda

Si mesce al fumo della mia agonia

Ma il filo di Arianna s'e' spezzato

Nessuno ormai ci indicherà la strada.

 

ANNI

La barriera al confine di Ferneti

Era la linea tra vita e morte

Le opposte guerre sulle opposte scogliere

Ci scandivano i ritmi quotidiani

I pasti inframmezzati a mutilati

A bombe che scoppiavano a imboscate

Di parlamenti liberi ai tradimenti quotidiani

Alle parole rigonfie di parole , al vuoto

Muti, taciturni come mai mettemmo gli argini

Ché il fiume della realtà non devastasse

Ciò che era di noi; non c'era ritmo

Come in un film d'azione dove mancasse

La musica. Silenzi e azioni:

per La Patria per noi; e poi lo schianto

lo squillo del telefono l'accorrere

il tentare l'arrendersi il tentare

non accettare non capire fermo il cuore

Fine. Fine di tutto

Io ero un pugile finito che vinceva

In un vagito in un nuovo palpito

Del cuore

Mio cuore, mio nuovo cuore che percorrerai

Queste strade che vedrai queste mura

Che per te e' il mare e il cielo

Che per te il mondo e' una nuova avventura

Abbi la lievità del cuore buono

Abbi l'astuzia che ti scampi i pericoli

Se il mondo ci appartiene per un'ora

Sia la tua ora limpida e serena

Un angelo ti guidi nei tuoi gesti

Ti protegga lo sguardo di Dio

Che non ci siano confini da varcare

 

IL GLOBULO ROSSO

Dear professor

 

Il globulo rosso si inchina

Distorce se stesso e poi passa

Come la mitica canna

Si cala al potere e sorpassa

Gli eventi

La canna, il globulo rosso

Rosso più rosso del rosso

Giallo più giallo del giallo

Professor

La vita e' un continuo piegarsi e passare

Chi passa e' un eroe

Per il semplice stupido fatto

Che e' vivo

 

By by

 

NOVECENTO

Alle due alle tre coi tamburi battenti

Alle due alle tre coi tamburi silenti

E lo squarcio notturno del cuore

Ecco ora inizia lo spasmo dell'ora

L'ora scandita l'ora evanescente

L'ora che e' fuggita seppellendo tutti

Ultime acconciature non resta che il belletto

Il belletto rosa sulle guance pallide

Ecco la danza inizia il vortice e' già nostro

Ricordo si lo ricordo il ponticello

(mi ci aveva portato ed io non lo capivo)

lento scorreva il Timavo sotto il ponticello

la chiesa sconsacrata serviva ad un concerto

per musica da camera mio Dio che freddo c'era

io non capii allora come in un altro tempo

io non compresi il gesto e non volli capire

portandomi dappresso le componenti estreme

di un'anima dispersa che non sarà salvata

Mi riprometto si lo riprometto

Voglio farlo sul serio non voglio che si rida

Le ceneri sul capo l'aspetto inconcludente

Di cenere su cenere io che parlai con tutti

E non ebbi risposta e sono qui che attendo

Io non dovevo no io non dovevo.

Come vede signore abbiamo molta roba

S'affretti nella scelta domani tutto cambia

Non manca proprio nulla al nostro campionario

E' zeppo di ogni cosa di ogni cosa il triplo

E poi i pezzi rari….rari…si fa per dire

Ma lei e' il mio primo cliente, mi comprenda

Se non vendo qualcosa lei mi farà fallire

Ho bisogno di vendere si affretti

Ecco se ha pazienza le mostro gli scaffali

Vede non manca nulla sono pronto a vendere

La prego compri compri lei e' il primo cliente

Sulla spiaggia compresi me stesso e ne ebbi timore

Vidi me stesso e non mi assomigliai

Che ad un caos infinito, alla scheggia impazzita

Del big bang, in parole poverelle il Grande Botto

E mi chiesi perché mai chi accese la miccia

Non avesse previsto per me un'anima più quieta

Ma…insomma… le cose vanno come debbono andare

Io sono questo i mondi ruotano domani pressappoco

Sarà la stessa cosa, mutatis mutandis

Io che avrei voluto

Essere ciò che tu fosti Beato Porcellino

Del gregge di Epicureo

Mentre parlavi a Candida con candido sorriso

E le spiegavi lieto (e le celavi il pianto)

Che insomma il mattino dopo

Dopo l'ansia l'angoscia i carnasciali

Le preghiere le orge i battimenti

Miserelli s'accorsero che tutto

Era com'era prima

 

Stai zitto e taci!!Non glielo far sapere

Preparano la festa e tu non la guastare

Taci!!!!!

 

L'estasi

La mistica rosa carnale

Abbastanza banale

Per chi come il piccolo

Gode il piacere del nulla

Un ritratto, narciso perfetto e annoiato

Sapendo il bellissimo, oh noia

Al paese degli efebi offrire

Una sottile nequizia. Ma

Non e' questo il diletto?

Oh tralasciamo le infamie

(nessuna tra voi mai lo avrà)

il piccolo narciso perfetto

ridente nella sua testolina

aspetta l'autunno

più consono a noi e all'ipocrita pianto

 

L'AMORE INCOERCIBILE

Ah morte in felicissima!!!! Bara stupida insensibile idiota

Come vento ci avvolse alle fontane sino a suggerci l'anima

Scoppiò l'anima

Da me andò via

In un botto

Ai Caduti della Battaglia di Imera

Alta Turrita Lestofante Idiota

Nessun nemico ha la città che se stessa

Alta Turrita Lestofante Idiota

Che gli Dei la proteggano da sé; giungemmo al mare

…su questo mare…pensi,,,,

(ed io so che si stendeva oltre il largo

che le montagne schiudono alla foce

del Platani..mio fratello

ha trovato acqua salata a trenta metri…

e se ancora scavasse troverebbe

I Micenei

Ed altro forse

Ché se segui il ritmo

Il ritmo che compone il paesaggio

Vedrai un'enorme valle che si stende

Sino a qui dove siamo tu ed io

Ed il tuo corpo freme nell'amplesso

(ma perché questi amplessi ti piacciono? Diversi?

perché tu ami questi amori strani

nell'antico porto

dei Micenei

Schiava o Padrona dimmi perché ami

Questi amori inauditi nell'oscuro

Porto dei Micenei?)

Eppure io conobbi la Pietà Dissepolta

Quella pietà che supera gli umani e ignora Dio

La pietà dissepolta quando disse

(E la Feroce Morte

Cavalcava il suo Urlo e noi

Noi sentivamo l'Urlo ma dicemmo:non sento

Nulla).

In fin dei conti sono fratelli

Oh Pietà Dissepolta!!!!!! L'Amore Incoercibile ci lega

Strano amore dell'amore incoercibile

E inconfessato

Amore madre figlia moglie amante

Amore incoercibile

Pietà dissepolta

Padre figlio marito amante

Amore Incoercibile ci stringi

Come una camicia che ci soffoca

Oggi ti ho visto e ti ho abbandonato

Amore incoercibile tu sai

L'animo nostro che si cela e basta

Nulla

Per il piacere

Il piacere di essere nulla

Il piacere di sapere che in ogni tuo piacere

Sono io e tu sei ogni mio piacere

Amore incoercibile e negato

Alle Fontane ci succhiò l'anima

La città alta turrita apriva le sue porte

Ai caduti della battaglia di Imera

Abiteremo una stanza in riva al mare

Ed il mare in inverno

In un capodanno dove l'amore

Che e' Appunto incoercibile

Perché non esiste lenimento all'amore

Quella notte ci portò in questo stesso posto

(e perché mai i posti dovrebbero essere diversi)

l'amore incoercibile ci porta

sulla strada a sinistra dedicata

ai Caduti della Battaglia di Imera

Baluardo!!!!!!

La città si difende da sé stessa

Da qui al mare

Bianca cinerea rupe

E potete ammirare la città vecchia e la città nuova

Da qui al mare

(non li scordate mai quei grandi insegnamenti, disse…)

Alta, Turrita, la città si perdeva nel sesso di via Gallo

Oh gioventù dove l'amore era uno spasmo ignoto

E non aveva volto Amore Incoercibile tu hai un volto

E il tuo volto sono mille volti in uno

E il tuo nome è la Pietà Dissepolta

Quella che oggi avrebbe voluto essere ciò che è

Oso tutto ciò che perde e che fa ritrovare

Qui, dal ciglio di Icaro,

oso!!!!!

 

PASQUA

Meditavamo sui furibondi cieli

Che s'abbattono su noi in questa Pasqua

Sul cedro sui pini ondeggianti

Sui nostri sentimenti titubanti

Amo la siepe che lentamente cresce

A coprire la mia anima nascosta

Porterà questo mio cielo oscuro (amato cielo)

La pace della sera ,La quiete della notte

Dove lucciole e luna ci illuminano i passi

Abbiamo il cuore ferito da due schegge

L'una l'amor noto, l'altra l'amor nascosto

Quale dei due lo fermerà per primo?

I cieli furibondi della Pasqua

(inciso dentro di noi scorre un retaggio

delle lunghe passeggiate che qualcuno

dei nostri avi fece a Bisanzio?)

si scaricano su noi come la pioggia

che si abbatte su noi in questi attimi

Perché essa la pioggia è ripetitiva

Come le litanie delle nostre vite

Più ossessive dei ritmi dervisci

Della visuale distorta dell'uccello

E nessuno ci disse mai

Perché la nostra pace fosse la sua volontà

Oltremodo supina oltremodo banale oltremodo e soprattutto

Innaturale anzi contro natura

Però ci piacciono i pini ondeggianti

Che vorrebbero che io riflettessi

Su cosa? (su cosa?) Sulla pioggia?

La pioggia nel pineto?L'ebbrezza di Ermione

Lady Chatterley nel boschetto

Le fantasie erotiche

Sul digiuno del venerdì?

E state bravi bambini e le manine sopra le lenzuola

 

La notte ama essere vasta

Ancor più vasta di un infinito palcoscenico di ombre

Riluttanti personaggi che recitano a comando

Dell'animo inquieto e del ristoro

Le notti in cui l'insonnia sviscera e sbudella

Ogni anfratto che l'animo ama tener nascosto

Ora, in realtà, noi conosciamo le notti

E ancor di più le notti in cui l'angoscia dilata ogni senso

Ed ovvio risulta strano

Veder l'insonnia del giorno

L'animo devastato dalla luce

Luce, troppa luce, troppo chiaro, troppa comprensione

La dilatata insonnia della notte

Avrebbe dato comprensione agli eventi

Ma in pieno giorno

Nessuna comprensione era possibile

Luce troppa luce che rifiutava le tenebre

Luce che amava

Luce che voleva luce

 

Risulta così dunque necessario

Che per trovare prima bisogna perdere?

 

Non era lecito che si potesse gioire

Ed infatti non si gioì

Accade sempre che un brutto temporale guasti il giorno

O che una calda giornata di pioggia

Sia rovinata da un freddo sole

Si dice che ci sia chi ama queste cose

Ma forse e' solo una predisposizione momentanea dell'animo

Ma ad essere sincero mi dispiacque

Purtroppo le cose accaddero

Ed io

In questa Pasqua

( mon dieu c'e' sempre una nuova Pasqua)

non posso che rimeditare dalla stessa ottica

sul cedro sui pini ondeggianti

sui nostri sentimenti oscillanti…….

 

IO

Andarmene da me una mattina

Salutarmi con un bacio sulle guance

E andare via

E sono un viaggiatore alla fermata

Un viaggiatore sconosciuto a tutti

 

GLI OCCHI

Ma io e la conoscevo bene

Ed i suoi occhi altro che bene

E forse c'era un amore

Uno strano amore di incontrarsi

E di non prendersi mai

Gli occhi

Gli occhi hanno qualcosa

Che li fa amare

E mai si perderebbe

Vogliono solo vedersi

Vedersi soli

Soli e la passione li spinge a vedersi

E si vedono si cercano

Non si possono scollare gli occhi dagli occhi

E allora andiamo tu ed io nella sera illuminata

Nella notte che travolge

Nel chiaro giorno dagli occhiali scuri

Ma sì che ci incontriamo

Ci conosciamo in quel rito quella carezza al legno

Ma noi nessuna carezza solo gli occhi

I nostri occhi i miei e i tuoi

Sino a quando potremo

Baceremo legni

Narici di incenso fiori e tutto il resto

Ma i nostri occhi

I nostri occhi

Mai

Loro si vedranno soltanto

Poi

Lo so lo sai diafana figurina

Dovremo sfiorarci baciarci

E i nostri occhi non si potranno

Più scrutare amarsi

Nessun amore fu più grande

(spesso dio concede una dispensa)

 

L'ISTANTE

E dopo aver dissertato venne il tempo

Libero roteò il mondo nello spazio

Troppo perfetto perché dato dal caso

Troppo imperfetto perché fosse da Dio

Poi il desiderio si carnificò

Per un istante tra la spiaggia e il mare

Ora ritorna sullo stesso posto

Più non spera tutto è diventato

Un immenso carnaio, ancora attende

Sa che non è possibile, sa che il corpo

Non gli sarà mai dato;

maledice sé stesso , la sua incuria,

quell'istante in cui ha esitato

 

I MORTI

I morti hanno una discrezione squisita

Forse hanno già conosciuto tutto

Stanno sereni mentre intorno i parenti

Gli amici

Piangono, urlano; stanno sereni

Mentre li abbigliano, li squartano, li baciano;

sono così tranquilli mentre intorno

chi si dispera chi ridacchia

e non li interessano

i piagnistei, i commenti,

di che legno sarà la bara, le spese funebri

l'eredità, l'eredità!!

Chi viene e chi non viene

Per l'ultima volta a salutarli

Non li preme il saluto

Non li preme il disprezzo o il pianto

Sono così sereni insensibili

Mentre la calca, la ressa intorno

S'affanna

Mentre distrattamente il prete recita l'omelia

I fiorai si compiacciono dei fiori

Il becchino compunto s'appressa ad inumarli

Sono così sereni, tacciono, la baraonda intorno

S'accalca , freme, i commenti, gli elogi,

i rancori malcelati,il pianto finto e vero

i sorrisi indiscreti, il dovere di venirli a vedere

l'omaggio postumo

e loro lì discreti sereni,

distratti, non li interessa un bel niente;

era così buono; amor mio giammai ti scorderò;

ha lasciato tutto a posto; una perdita incolmabile;

e lui discreto immobile.Ah se fosse vivo!

Era meglio se moriva prima!

ora è nel cielo degli Angeli!. E lui invece è lì sereno

non fa una piega, una smorfia, lascia che tutto avvenga,

e poi cosa dovrebbe interessarlo?Perché dovrebbe

qualcosa interessarlo? Sono così discreti i morti

così sereni mentre intorno ci si accalca

( verrebbe voglia di prenderli a schiaffi)

insensibili a tutto mentre tutti si addossano su loro

prima di riporli nella bara

momento estremo toccante sfinito

loro sereni si lasciano maltrattare

lui che era così delicato in vita

si lascia maltrattare e non fiata

nulla

tace

immobile

distratto

assente

ah che bel teatro marcondirondello

il protagonista assente e le comparse

affannate sulla scena

oh che bella recita a soggetto marandirondò

oh che bella scena che bel teatro quanti attori speciali

non protagonisti

e lui invece

il protagonista

è così dolcemente assente

così insensibile all'applauso.

Quanta folla per lui

(lo piglierei a pernacchie l'insensibile)

così sereno,così distratto.

Hanno un'estrema discrezione i morti.

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